
«Per garantire il tenore di vita a cui si è abituati anche in età avanzata, pianificare la pensione con largo anticipo, idealmente da cinque a dieci anni prima di smettere di lavorare, è oggi più importante che mai.»
Esperto in materia di pensionamento
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La scelta del mese in cui cessare l’attività lavorativa ha conseguenze di vasta portata sulla situazione finanziaria personale durante la vecchiaia. Il fatto che il passaggio alla pensione avvenga all’inizio o alla fine di un anno civile influisce in modo determinante sull’ammontare dei contributi AVS e sul carico fiscale. Una pianificazione previdenziale tempestiva è quindi essenziale per evitare oneri inutili e ottimizzare il capitale disponibile.
La data di prelievo del capitale dalla cassa pensioni è determinante ai fini fiscali. Di norma, l’avere viene tassato nell’anno in cui matura o viene versato. Poiché l’avere della cassa pensioni matura normalmente il giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro, in caso di pensionamento il 31 dicembre l’obbligo fiscale si sposta all’anno civile successivo.
Un aspetto centrale della pianificazione pensionistica è evitare un’elevata progressione fiscale. Per il calcolo delle imposte sui prelievi, le autorità fiscali sommano tutti i prelievi effettuati nell’arco di un anno civile. Ciò riguarda gli averi della cassa pensioni, i conti di libero passaggio e gli averi del pilastro 3a. Spesso vengono presi in considerazione anche i redditi del coniuge. Poiché l’onere fiscale percentuale aumenta con l’ammontare delle entrate, distribuendo i pagamenti su più anni è spesso possibile ottenere un risparmio di diverse migliaia di franchi.
Chi va in pensione prima di aver raggiunto l’età ordinaria di pensionamento AVS rimane soggetto all’obbligo contributivo. In qualità di persone senza attività lucrativa, gli interessati devono versare contributi fino a 26’500 franchi all’anno a persona, a seconda del loro patrimonio e del reddito da pensione.
Per adempiere all’obbligo contributivo AVS per l’anno del pensionamento esclusivamente attraverso l’attività lucrativa, devono essere soddisfatte determinate condizioni:
Se il periodo di lavoro è inferiore a nove mesi, la cassa di compensazione verifica se i contributi già versati sul reddito da lavoro costituiscono almeno la metà dei contributi che sarebbero dovuti in qualità di persona non attiva. Se ciò non avviene, la differenza deve essere versata a posteriori come contributo per persone non attive. Una possibilità per ridurre tali costi consiste nel mantenere un impiego a tempo parziale.

Per i lavoratori che non sono iscritti a una cassa pensioni, il pilastro 3a offre notevoli vantaggi fiscali. È possibile versare ogni anno fino al 20% del proprio reddito da lavoro, con un importo massimo di 36’288 franchi. Questi versamenti possono essere dedotti direttamente dal reddito imponibile, il che sottolinea l’importanza del momento del pensionamento e del reddito associato nell’ultimo anno di attività lavorativa.
Non esiste un mese ideale a tutti gli effetti per il pensionamento; la scelta dipende dalla situazione patrimoniale individuale, dallo stato civile e dagli obiettivi relativi all’erogazione del capitale. Poiché le decisioni errate in materia di pensionamento hanno spesso gravi conseguenze finanziarie, è consigliabile una preparazione professionale.
Vuole assicurarsi di scegliere il momento ottimale per il suo pensionamento? Scelga una preparazione accurata. Un primo colloquio con un esperto per chiarire la propria situazione di partenza è spesso il primo passo verso una vecchiaia finanziariamente sicura.
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La data del suo ritiro dalla vita lavorativa influisce direttamente sul suo carico fiscale e sull’obbligo contributivo all’AVS. Un ritiro al 31 dicembre comporta, ad esempio, che il capitale della cassa pensioni sia di norma esigibile solo l’anno successivo e venga quindi tassato solo in quel momento. A seconda della pianificazione, è possibile risparmiare così somme considerevoli in termini di imposte.
Le autorità fiscali sommano tutti i prelievi di capitale effettuati nel corso di un anno civile – ciò vale anche per i prelievi del coniuge. Poiché le aliquote fiscali aumentano progressivamente all’aumentare dell’importo erogato, è consigliabile distribuire i prelievi dalla cassa pensioni, dal pilastro 3a e dai conti di libero passaggio su più anni. Questa ripartizione interrompe la progressione fiscale, il che può comportare notevoli risparmi.
In caso di pensionamento anticipato, l’obbligo contributivo non decade; dovrete continuare a versare i contributi in qualità di persone senza attività lucrativa fino al raggiungimento dell’età ordinaria di pensionamento AVS. A seconda del patrimonio e del reddito da rendita, tali contributi possono ammontare fino a 26’500 franchi all’anno. Per coprire l’obbligo contributivo per l’anno di uscita già attraverso l’attività lucrativa, è necessario aver lavorato in quell’anno per almeno nove mesi con un carico di lavoro di almeno il 50%.
Le persone che non sono affiliate a una cassa pensioni possono ridurre notevolmente il proprio carico fiscale effettuando versamenti nel pilastro 3a. È consentita una deduzione fino al 20% del reddito da lavoro, con un massimo di 36’288 franchi all’anno. Poiché l’ammontare del reddito imponibile nell’anno del pensionamento è spesso ancora elevato, ciò rappresenta uno strumento importante per ottimizzare il bilancio finale.
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