Pianificazione pensionistica per le donne in Svizzera: come garantirsi una pensione serena

«Per mantenere il tenore di vita abituale anche in età avanzata, una pianificazione pensionistica tempestiva, idealmente da cinque a dieci anni prima di smettere di lavorare, è oggi più importante che mai.»

Esperto in materia di pensionamento

pubblicato il

6. Marzo 2026

Le informazioni più importanti in breve

Il pensionamento rappresenta uno dei cambiamenti più significativi nella vita. Soprattutto per le donne in Svizzera, la situazione è cambiata radicalmente a seguito della riforma AVS 21. Per garantire il tenore di vita abituale anche in età avanzata, una pianificazione previdenziale tempestiva, idealmente da cinque a dieci anni prima di smettere di lavorare, è oggi più importante che mai.

La nuova realtà: l'età di riferimento diventa 65 anni

Con la riforma AVS 21, la precedente «età ordinaria di pensionamento» è stata sostituita dal concetto di «età di riferimento». Questa descrive il momento a partire dal quale è possibile percepire la rendita AVS senza riduzioni o maggiorazioni.

  • Aumento graduale: dal 1° gennaio 2025 l’età pensionabile per le donne in Svizzera aumenta di tre mesi all’anno.
  • Calendario: le donne nate nel 1961 hanno un’età di riferimento di 64 anni e 3 mesi. Per le donne nate nel 1964 e tutte le più giovani, a partire dal 2029 si applica uniformemente l’età di riferimento di 65 anni, analogamente agli uomini.

Misure compensative per la generazione di transizione

Le donne nate tra il 1961 e il 1969 appartengono alla cosiddetta generazione di transizione e ricevono compensazioni finanziarie per la maggiore durata dell’attività lavorativa:

  • Supplemento alla rendita: chi non anticipa la rendita riceve un supplemento a vita fino a 160 franchi al mese, graduato in base all’anno di nascita e al reddito. Importante: questo supplemento non viene considerato come reddito nel calcolo delle prestazioni complementari.
  • Anticipo agevolato: chi decide di andare in pensione anticipatamente, beneficierà di aliquote di riduzione notevolmente ridotte.
Le donne nate tra il 1961 e il 1969 appartengono alla cosiddetta generazione di transizione e ricevono compensazioni finanziarie per la maggiore durata dell'attività lavorativa.

Flessibilità nella riscossione della rendita nel 1° e nel 2° pilastro

La riforma introduce una nuova flessibilità per il pensionamento, che riguarda sia l’AVS che la cassa pensioni.

  • Pensionamento parziale: ora è possibile percepire la rendita in quote comprese tra il 20% e l’80%, il che consente una transizione graduale dalla vita lavorativa. Nella cassa pensioni, il prelievo dell’avere di vecchiaia è ora sancito per legge in un massimo di tre fasi.
  • Riscossione mensile: un prelievo anticipato (a partire dai 63 anni, per la generazione di transizione a partire dai 62) o un rinvio (fino ai 70 anni) può ora essere organizzato in modo flessibile su base mensile.
  • Continuare a lavorare dopo i 65 anni: chi lavora oltre l’età di riferimento può, in determinate circostanze, colmare le lacune contributive e aumentare così la rendita AVS fino all’importo massimo.

Il 3° pilastro: colmare le lacune e risparmiare sulle tasse

La previdenza privata sta assumendo un ruolo sempre più centrale per una solida pianificazione pensionistica, poiché, statisticamente, le donne percepiscono spesso rendite inferiori dal 2° pilastro.

  • Versamenti retroattivi: a partire dal 2026 sarà possibile, per la prima volta, versare retroattivamente i contributi non versati nel pilastro 3a fino a dieci anni prima. Ciò offre una nuova opportunità per colmare efficacemente le lacune previdenziali.
  • Vantaggi fiscali: i versamenti fino all’importo massimo (2026: 7’258 CHF per gli assicurati con cassa pensioni) sono interamente deducibili dal reddito imponibile.

Affrontare attivamente il «gender pension gap»

In Svizzera le donne percepiscono in media una rendita di vecchiaia inferiore di circa un terzo rispetto agli uomini. Le ragioni sono spesso le interruzioni dell’attività lavorativa per motivi di cura domestica, i lavori a tempo parziale o i salari più bassi. Poiché le donne hanno inoltre un’aspettativa di vita media superiore di quattro anni, il capitale deve essere sufficiente per un periodo più lungo. È quindi essenziale una pianificazione previdenziale autonoma, che non si basi esclusivamente sulla rendita del partner.

Novità importanti a partire dal 2026

Nella sua pianificazione dovrebbe tenere conto di due fattori essenziali che entreranno in vigore a partire dal 2026:

  • 13ª rendita AVS: nel dicembre 2026 verrà versata per la prima volta la 13ª rendita AVS (8,33% della rendita annuale). Ne hanno diritto le persone che nel dicembre in questione percepiscono una rendita.
  • Aumento dei costi: nel 2026 i premi dell’assicurazione malattia aumenteranno presumibilmente in media del 4,4%, gravando sul budget durante la pensione.

Conclusione: come iniziare la pianificazione della pensione

Una corretta pianificazione della pensione in Svizzera richiede passi concreti: occorre stabilire un budget realistico per il periodo successivo al pensionamento, verificare i propri diritti pensionistici e decidere per tempo se optare per la rendita, il capitale o una combinazione dei due nella cassa pensioni.

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Domande frequenti

A partire dal 1° gennaio 2025, l’età di riferimento per le donne verrà aumentata gradualmente di tre mesi per ogni classe di età. Per la classe di età 1961 è fissata a 64 anni e 3 mesi, per la classe di età 1962 a 64 anni e 6 mesi e per la classe di età 1963 a 64 anni e 9 mesi. A partire dalla classe di nascita del 1964, l’età di riferimento per tutte le donne in Svizzera sarà uniformemente fissata a 65 anni.

Le donne nate tra il 1961 e il 1969 beneficiano di misure specifiche a compensazione dell’innalzamento dell’età pensionabile. Chi non percepisce la pensione in anticipo riceve un supplemento pensionistico mensile a vita fino a 160 franchi, il cui importo dipende dall’anno di nascita e dal reddito medio. Questo supplemento non viene considerato come reddito ai fini del calcolo delle prestazioni complementari.

Sì, è ancora possibile richiedere l’anticipo della rendita AVS. Le donne della generazione di transizione possono percepire la rendita già a partire dai 62 anni, mentre per tutte le altre l’età minima è fissata a 63 anni. Un’altra novità è che la rendita può essere percepita in modo flessibile in quote parziali comprese tra il 20% e l’80%. Si noti tuttavia che un anticipo comporta una riduzione della rendita a vita, per la quale alla generazione di transizione si applicano aliquote di riduzione ridotte.

La riforma offre nuovi strumenti per ottimizzare la previdenza. A partire dal 2026, i versamenti mancanti nel pilastro 3a potranno essere recuperati con effetto retroattivo fino a dieci anni, a condizione che negli anni in questione sia stato percepito un reddito soggetto all’AVS. Inoltre, le persone che continuano a lavorare oltre l’età di riferimento potranno integrare la propria rendita AVS versando ulteriori contributi e colmando così le lacune contributive esistenti, fino al raggiungimento della rendita massima.