Pianificazione pensionistica in Svizzera: di quanto denaro disporrà una volta in pensione?

«Per garantire il tenore di vita abituale anche in età avanzata, oggi più che mai è fondamentale pianificare la pensione con largo anticipo, idealmente da cinque a dieci anni prima di smettere di lavorare.»

Esperto in materia di pensionamento

pubblicato il

19. Marzo 2026

L'essenziale in breve

Molti lavoratori delle generazioni del baby boom hanno oggi difficoltà a valutare di quanto capitale disporranno effettivamente una volta terminata la vita lavorativa. Poiché gran parte del patrimonio è spesso vincolata nell’immobile di proprietà e nella cassa pensioni, molti futuri pensionati nutrono incertezze sul fatto che i fondi siano sufficienti per il tenore di vita desiderato. Il calo delle rendite delle casse pensioni e il contemporaneo aumento dell’aspettativa di vita rendono la pianificazione pensionistica una sfida sempre più complessa.

La situazione patrimoniale della classe media svizzera

Uno studio condotto su oltre 2200 famiglie della classe media mostra come si presenta solitamente la situazione finanziaria al momento del pensionamento. Ne emerge chiaramente che la proprietà immobiliare ha un’influenza enorme sul patrimonio complessivo.

  • Famiglie senza casa di proprietà: in questo caso la mediana del patrimonio al momento del pensionamento si attesta a circa 1 milione di franchi.
  • Famiglie con casa di proprietà: per queste famiglie – che rappresentano l’86% degli intervistati – la mediana ammonta a 1,57 milioni di franchi.

Il capitale disponibile nella maggior parte delle famiglie è costituito principalmente dalla cassa pensioni (mediana: 593’000 franchi), della liquidità (143’000 franchi) e del pilastro 3a (135’000 franchi). Sebbene a prima vista queste somme sembrino considerevoli, spesso questo patrimonio deve bastare per diversi decenni.

 

Elevato fabbisogno di capitale per coprire il divario di reddito

I costi di sostentamento correnti durante la pensione sono spesso sottovalutati. Un esempio pratico relativo a una coppia di pensionati chiarisce la situazione: mentre la rendita AVS (compresa la 13ª rendita) ammonta a circa 49’000 franchi all’anno, le spese per l’alloggio, le assicurazioni, le imposte e il sostentamento generale ammontano a circa 116’000 franchi.
Ne risulta un deficit di reddito di quasi 67’000 franchi già nel primo anno dopo il pensionamento. Su un periodo di 25 anni, questo fabbisogno – tenendo conto dell’inflazione – ammonta a circa 1,5 milioni di franchi, che devono essere finanziati dal patrimonio privato o dalla cassa pensioni in aggiunta alla rendita AVS.

Infografica sul patrimonio in Svizzera al momento del pensionamento

Fasi strategiche della pianificazione pensionistica

Per garantire la sicurezza finanziaria a lungo termine, è consigliabile una pianificazione pensionistica strutturata nelle diverse fasi della vita.

Preparazione tra i 50 e i 60 anni

In questa fase è fondamentale analizzare il certificato della cassa pensioni per comprendere l’andamento previsto del patrimonio previdenziale. In questo periodo, gli acquisti volontari nella cassa pensioni o i versamenti nel pilastro 3a sono particolarmente efficaci per ridurre il carico fiscale e migliorare le prestazioni future. Inoltre, è opportuno redigere un bilancio realistico che funga da base per i piani finanziari successivi.

Decisioni tra i 60 e i 65 anni

Prima di andare in pensione, occorre prendere la decisione fondamentale tra una rendita, un prelievo in capitale o una forma mista. Mentre la rendita offre una sicurezza a vita, il prelievo in capitale consente spesso una maggiore flessibilità finanziaria, ma comporta il rischio che il potere d’acquisto diminuisca a causa della mancanza di adeguamento all’inflazione. Un aspetto essenziale in questa fase è l’ottimizzazione fiscale: ripartendo i prelievi in capitale su più anni è spesso possibile risparmiare importi considerevoli sulle imposte di prelievo.

Protezione del patrimonio dopo i 65 anni

Una volta incassati i fondi previdenziali, i pensionati si assumono personalmente il rischio di investimento. Si consiglia di suddividere il patrimonio in due parti:

  1. Una parte a basso rischio per le esigenze dei primi dieci anni.
  1. Una seconda parte che – a seconda del profilo di rischio personale – può essere in parte investita in azioni, al fine di garantire i rendimenti per i dieci anni successivi.

Conclusione: agire per tempo garantisce la pensione

Garantire il tenore di vita dopo la vita lavorativa richiede un confronto attivo con la propria situazione previdenziale. Poiché le pensioni tendono a diminuire, la responsabilità individuale nell’organizzazione del patrimonio diventa sempre più importante.

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Domande frequenti

Le ricerche dimostrano che spesso la sola rendita AVS non è sufficiente per mantenere il tenore di vita abituale. Un esempio pratico relativo a una coppia di pensionati evidenzia che, su un periodo di 25 anni, oltre alla rendita AVS sono necessari circa 1,5 milioni di franchi per coprire le spese di sostentamento, alloggio, assicurazioni e imposte. Poiché le rendite delle casse pensioni tendono a diminuire, questo divario deve essere colmato sempre più spesso con il patrimonio privato o con prelievi di capitale.

Si tratta di una decisione fondamentale che dipende dalla propensione al rischio personale. La rendita offre un pagamento garantito a vita, ma nella maggior parte dei casi non compensa l’inflazione, il che a lungo termine può comportare una perdita di potere d’acquisto. Il prelievo in capitale offre invece maggiore flessibilità e spesso vantaggi finanziari, ma trasferisce il rischio d’investimento e la responsabilità della garanzia del reddito al singolo.

Un’efficace ottimizzazione fiscale inizia idealmente già tra i 50 e i 60 anni attraverso versamenti volontari nella cassa pensioni e contributi al pilastro 3a. Poco prima del pensionamento è possibile ridurre notevolmente il carico fiscale scaglionando i prelievi in capitale dalla previdenza su più anni. Anche il pensionamento parziale può contribuire a interrompere la progressione delle imposte sui versamenti.

Per garantire il capitale nel lungo periodo, è consigliabile suddividere il patrimonio in due orizzonti temporali. La prima parte del patrimonio dovrebbe essere investita in strumenti a basso rischio e coprire il fabbisogno di reddito per i primi dieci anni. La seconda parte può essere investita per il periodo successivo ai primi dieci anni – a seconda del profilo di rischio anche in azioni – per beneficiare di potenziali rendimenti, prima di essere gradualmente trasferita in investimenti a basso rischio per il resto della vecchiaia.