Lavorare invece di andare in pensione: i vantaggi di posticipare il pensionamento

«Non lasciare nulla al caso: passo dopo passo verso un pensionamento anticipato in Svizzera.»

Esperta in materia di pensionamento

pubblicato il

18. Marzo 2026

L'essenziale in breve

Una quota crescente della popolazione svizzera decide di continuare a lavorare oltre l’età pensionabile ordinaria. Mentre in passato l’attenzione era spesso rivolta al pensionamento anticipato, l’andamento attuale mostra che una donna su quattro e un uomo su tre rimangono attivi professionalmente oltre i 64 e i 65 anni rispettivamente. Una pianificazione pensionistica ben ponderata è fondamentale per sfruttare al meglio i vantaggi finanziari di questa scelta ed evitare inutili oneri fiscali.

Motivazioni per continuare a lavorare in età avanzata

In Svizzera, la scelta di rimanere nel mondo del lavoro spesso non è dettata da necessità finanziarie. Molti anziani si sentono in forma, apprezzano il riconoscimento quotidiano e provano gioia nel loro lavoro, motivo per cui spesso riducono semplicemente il loro carico di lavoro invece di smettere del tutto. Questa tendenza è vantaggiosa anche per le aziende, poiché i lavoratori qualificati ed esperti sono molto richiesti. Molte PMI offrono quindi programmi mirati per trattenere più a lungo i collaboratori, ad esempio per progetti o con orari ridotti.

Effetti finanziari di un pensionamento posticipato

Lavorare più a lungo può aumentare significativamente la rendita mensile disponibile. Rispetto a un pensionamento a 65 anni, un rinvio di due anni può aumentare sensibilmente il reddito netto durante la pensione.

Vantaggi nell'AVS

La rendita AVS può essere posticipata fino a cinque anni, ovvero fino all’età di 70 anni. Tale posticipo comporta un aumento della rendita a vita fino al 31,5%. Inoltre, dall’attuale riforma dell’AVS è possibile scegliere in modo flessibile di posticipare solo una parte della rendita (tra il 20 e l’80%). Un ulteriore vantaggio della nuova regolamentazione è che i contributi versati dopo il raggiungimento dell’età di riferimento possono aumentare la rendita, a condizione che non sia stata ancora raggiunta la rendita massima.

Ottimizzazione della cassa pensioni

Chi continua a lavorare può di norma continuare a versare contributi alla cassa pensioni. Ciò non solo porta a un avere di vecchiaia più elevato grazie ai contributi di risparmio aggiuntivi e agli interessi, ma spesso anche a un tasso di conversione più alto. Secondo i calcoli del modello, un rinvio di cinque anni può aumentare la rendita di vecchiaia annuale della cassa pensioni di oltre il 30 per cento. Se la cassa pensioni in questione non prevede un rinvio della rendita, può essere opportuno un prelievo parziale in forma di capitale per ridurre il reddito imponibile.

Potenziale del pilastro 3a

I lavoratori possono rinviare il prelievo dal pilastro 3a fino all’età di 70 anni e continuare a versare contributi. Ciò offre notevoli vantaggi fiscali, poiché i contributi possono essere dedotti dal reddito imponibile. Nell’anno del 65° compleanno, a determinate condizioni, esiste addirittura la possibilità di un doppio versamento: da un lato l’importo massimo ordinario fino al compleanno e, dall’altro, un contributo aggiuntivo legato al reddito per i mesi restanti.

La componente fiscale della pianificazione pensionistica

Senza un preciso coordinamento tra salario e percezione della rendita, si rischia un elevato carico fiscale. Se il reddito da lavoro e la rendita vengono percepiti contemporaneamente, ciò può comportare che una parte considerevole della rendita AVS – in singoli casi oltre il 40 per cento – venga direttamente erosa dalle imposte.

Nell’ambito di una pianificazione pensionistica professionale, è quindi opportuno verificare i seguenti punti:

  • Rinvio della rendita: è possibile rinunciare alla rendita per il momento, al fine di risparmiare sulle imposte e percepire in seguito una rendita più elevata?
  • Riscatti nella cassa pensioni: i riscatti volontari sono possibili anche in età avanzata a fini di riduzione fiscale, a condizione che non sia previsto un prelievo di capitale entro i prossimi tre anni.
  • Avere di libero passaggio: un prelievo tardivo delle prestazioni di libero passaggio può essere fiscalmente vantaggioso, poiché l’avere non deve essere tassato come patrimonio fino al momento del pagamento.
Infografica sui pro e i contro di una carriera lavorativa più lunga

Conclusione: una pianificazione tempestiva garantisce il benessere

Lavorare dopo il pensionamento è più vantaggioso se la strategia finanziaria alla base è quella giusta. La complessità delle norme relative all’AVS, alla cassa pensioni e alla tassazione rende indispensabile un’analisi personalizzata. Chi affronta per tempo la pianificazione della propria pensione migliora il proprio reddito a lungo termine e si protegge da imposte inutilmente elevate.

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Domande frequenti

Se continua a lavorare oltre l’età di riferimento e non percepisce immediatamente la sua rendita AVS, può rinviare il suo diritto alla rendita fino a cinque anni, ovvero al massimo fino all’età di 70 anni. Questo rinvio viene ricompensato con un supplemento pensionistico a vita fino al 31,5%. Inoltre, dalla recente riforma è possibile scegliere in modo flessibile di posticipare una parte della rendita compresa tra il 20 e l’80 per cento. Inoltre, i contributi AVS versati dopo il raggiungimento dell’età di riferimento possono aumentare la futura rendita, a condizione che l’importo massimo non sia ancora stato raggiunto.

Sì, se continua a svolgere un’attività lucrativa, può posticipare il prelievo del pilastro 3a fino all’età di 70 anni e continuare a versare contributi durante questo periodo. Questi versamenti possono essere dedotti dal reddito imponibile, il che riduce il carico fiscale. Un caso particolare si verifica nell’anno del 65° compleanno: in questo caso, nel rispetto di determinati termini e condizioni, è possibile effettuare addirittura due versamenti – l’importo massimo regolare prima del compleanno e una quota percentuale del reddito netto per i mesi restanti dell’anno.

Chi lavora più a lungo beneficia di norma di un avere di vecchiaia più elevato nella cassa pensioni, poiché si continuano a versare contributi di risparmio e il capitale matura interessi. Inoltre, in numerosi istituti di previdenza, con ogni anno di lavoro in più aumenta l’aliquota di conversione, il che aumenta notevolmente la rendita annuale. Se la sua cassa pensioni non prevede il differimento della rendita, dal punto di vista fiscale può essere opportuno prelevare una parte dell’avanzo come capitale per ridurre il reddito imponibile.

Senza un attento coordinamento si rischia un carico fiscale sproporzionatamente elevato, poiché il reddito da lavoro e le prestazioni pensionistiche vengono sommati. In casi estremi, le imposte possono erodere oltre il 40% della rendita AVS. Una pianificazione previdenziale tempestiva aiuta a sfruttare strumenti come il rinvio della rendita o i prelievi di capitale scaglionati per attenuare la progressione fiscale e ottimizzare il reddito disponibile al netto delle imposte.
Per le specificità cantonali e i calcoli concreti relativi al pilastro 3a, si consiglia una consulenza personalizzata da parte di un esperto.