I tre pilastri del sistema pensionistico svizzero: una guida alla pianificazione della pensione

«Chi pianifica correttamente il pilastro 3a non solo si assicura una pensione più alta, ma risparmia anche sulle tasse in modo mirato, anno dopo anno.»

Esperta in materia di pensioni

pubblicato il

10. Marzo 2026

L'essenziale in breve

Il modello previdenziale svizzero è un elemento centrale della sicurezza finanziaria ed è sancito dalla Costituzione federale. Ha lo scopo di proteggere la popolazione dai rischi legati alla vecchiaia, all’invalidità e al decesso. Soprattutto per le persone dai 40 anni in su è importante comprendere l’interazione dei tre pilastri per mantenere il tenore di vita abituale anche dopo la fine dell’attività lavorativa.

Il 1° pilastro: previdenza statale per garantire il minimo vitale

Il primo pilastro costituisce la base del sistema ed è composto dall’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (AVS) e dall’assicurazione invalidità (AI). È obbligatorio per tutte le persone che risiedono o lavorano in Svizzera.

  • Obiettivo: garantire il minimo vitale all’intera popolazione.
  • Finanziamento: si basa sul sistema a ripartizione, ovvero i contributi degli attuali lavoratori finanziano direttamente le pensioni odierne.
  • Prestazioni: se le pensioni dell’AVS/AI non sono sufficienti a coprire il minimo vitale, è possibile richiedere le prestazioni complementari (PC).

Il 2° pilastro: previdenza professionale per il mantenimento del tenore di vita

Il secondo pilastro, spesso definito cassa pensioni, integra la previdenza statale. È obbligatorio per i lavoratori dipendenti, a condizione che il loro reddito annuo superi la soglia di ingresso, attualmente fissata a 22’680 franchi.

  • Obiettivo: il mantenimento del tenore di vita abituale in modo adeguato.
  • Finanziamento: a differenza del primo pilastro, qui si applica il sistema a capitalizzazione. Ogni persona assicurata risparmia per le proprie prestazioni future. Il datore di lavoro deve versare un contributo almeno pari a quello del lavoratore.
  • Flessibilità: al momento del pensionamento, gli assicurati possono spesso scegliere se percepire il proprio avero sotto forma di rendita, di capitale unico o di una combinazione dei due.

Il 3° pilastro: previdenza privata per esigenze individuali

Il terzo pilastro è la previdenza volontaria. Serve a colmare le lacune previdenziali individuali e a finanziare desideri aggiuntivi nella terza età.

  • Pilastro 3a (previdenza vincolata): questa forma è incentivata dallo Stato tramite vantaggi fiscali. I contributi possono essere dedotti dal reddito imponibile fino all’importo massimo previsto dalla legge. Il capitale è in linea di principio vincolato fino al pensionamento.
  • Pilastro 3b (previdenza libera): offre piena flessibilità nei versamenti e nell’utilizzo, ma non gode degli stessi vantaggi fiscali del pilastro 3a.

La necessità di una pianificazione pensionistica tempestiva

Sebbene il sistema sia considerato solido, le prestazioni del 1° e del 2° pilastro coprono di norma solo circa il 60% dell’ultimo reddito. Per mantenere lo stile di vita abituale, tuttavia, è necessario circa l’80% dell’ultimo salario lordo.

Origine delle lacune previdenziali

Le lacune nella previdenza possono derivare da diversi fattori:

  • Interruzioni dell’attività lavorativa o periodi prolungati senza versamento di contributi.
  • Redditi elevati, poiché la rendita AVS ha un limite massimo.
  • Prelievi di capitale per il finanziamento della proprietà immobiliare o per avviare un’attività autonoma.

Conclusione: l'analisi individuale come chiave del successo

Una pianificazione pensionistica di successo richiede un’analisi dettagliata delle entrate e delle uscite previste.
Poiché la situazione finanziaria può cambiare a causa dell’inflazione, dell’andamento dei tassi d’interesse o delle circostanze personali, si raccomanda una verifica periodica della propria situazione previdenziale.

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Domande frequenti

Il calo delle prestazioni pensionistiche ha principalmente due cause: la prolungata fase di tassi d’interesse bassi e l’aumento dell’aspettativa di vita. Questi fattori mettono sotto pressione gli istituti di previdenza, poiché il capitale investito produce un rendimento minore e allo stesso tempo deve essere erogato per un periodo di tempo più lungo. Di conseguenza, molte casse pensioni abbassano i loro tassi di conversione, il che porta direttamente a rendite annuali più basse.

Per verificare la sua situazione personale, il certificato di previdenza attuale e il regolamento della sua cassa pensioni sono le fonti di informazione più importanti. Lì è possibile vedere come la sua cassa ha reagito all’abbassamento dei tassi di conversione. Inoltre, si raccomanda di far calcolare per tempo la rendita AVS prevista, per individuare tempestivamente eventuali lacune previdenziali.

Molti istituti di previdenza cercano di attenuare il calo con contromisure mirate. Tra queste figurano, ad esempio, contributi di risparmio più elevati da parte dei lavoratori e dei datori di lavoro o contributi supplementari. Queste misure consentono di accumulare più capitale fino al momento del pensionamento, il che aiuta a stabilizzare la rendita nonostante il calo dei tassi di conversione.

La scelta tra una rendita vitalizia, un versamento unico in capitale o una combinazione di entrambi è considerata una delle decisioni finanziarie più importanti della vita. Poiché questa decisione ha conseguenze di vasta portata e durature, dovrebbe essere presa sulla base di una pianificazione completa. Strumenti come liste di controllo o una consulenza professionale possono aiutare a valutare i pro e i contro su base individuale.